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La copertina della raccolta Storie di vagabondaggio separatore

L′incipit dell′introduzione di Mario Specchio:

La predilezione di Hesse per la vita errabonda e per quelle immagini che più o meno metaforicamente ne adombrano il significato polisenso, era già visibile in Peter Camenzind, se non vogliamo addirittura risalire ad Hermann Lauscher, il cui nome ci fornisce l′indicazione di una attitudine, quella "dell′origliare" appunto, che è anche scelta e disponibilità ad una attenzione reverente e sommessa verso le voci della vita e della natura più dimesse ed umbratili. Peter Camenzind ama le nuvole che incorniciano i cieli del suo paesino montano ed ama in loro il movimento e la libertà leggera "eterno simbolo d′ogni vagabondaggio, d′ogni ricerca, d′ogni desiderio e d′ogni nostalgia" Il giovane Peter si riconosceva nei trasognati vagheggiamenti di lontananze così come nell′inguaribile volontà di essere dappertutto e perciò stesso in nessun luogo "schwebend zwischen Zeit und Ewigkeit". La vicenda di Peter tenterà la strada del viaggio e della Wanderung anche se con risultati dubbi. (continua)

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Hermann Hesse

Storie di
vagabondaggio

Voglia di viaggiare
Vagabondaggio
Pellegrinaggio d′autunno
Knulp

traduzioni di Paola Sorge,
Mario Specchio e Francesca Ricci
introduzione di Mario Specchio

Newton e Compton
Classici BEN, 1991, pag. 159

ISBN 88-8183-473-1

In copertina: Vincent Van Gogh
Mulino a Montmartre (part.) 1886

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Il risvolto di copertina:

La figura del vagabondo ricorre con significativa frequenza nel mondo poetico e narrativo dell′indimenticabile autore di Siddharta. Innamorato degli alberi e delle nuvole, osservatore incantato ma lucido della vita degli uomini e degli animali, il viandante di Hesse, vagabondo senza patria alla ricerca della patria, incarna la sete di conoscenza dello scrittore stesso. Anche in questa raccolta di racconti il viaggio si configura come avventura dello spirito e ricerca di una identità forse irrevocabilmente perduta. Il cammino di Knulp, al margine della strada e della vita, il viaggio "autunnale" concluso nella nebbia, la ricognizione di Vagabondaggio altro non sono se non tappe di un processo di appropriazione interiore. Il Wanderer assume così i connotati dell′uomo moderno, l′uomo senza maschera e senza difesa, arreso alla nudità dell′esistenza e al flusso della caducità.

Hermann Hesse, nato a Calw nel 1877, è considerato uno dei maggiori scrittori tedeschi del Novecento. Autore di romanzi come Siddharta, Il lupo della steppa, Narciso e Boccadoro, fu insignito nel 1946 del premio Nobel per la letteratura. Morì nel 1962. Di Hesse la Newton e Compton ha pubblicato diverse opere, fra cui ricordiamo: Leggende e fiabe, Romanzi e racconti, Poesie d′amore e Romanzi brevi.

Mario Specchio insegna Letteratura tedesca alle università di Urbino e di Siena. E autore di poesie, racconti e di numerose traduzioni, in particolare di Hesse, Goethe e Celan. A quest′ultimo ha dedicato la monografia Paul Celan. L′incantesimo dell′assurdo, Siena 1986.

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L′incipit di Voglia di viaggiare (1910):

Siamo in pieno inverno, la neve si alterna al föhn e il ghiaccio al fango, i sentieri di campagna sono impraticabili, si è tagliati fuori dal mondo. Il lago, nel gelido mattino, esala bianchi vapori e forma un bordo di ghiaccio fragile come il vetro; ma al primo vento caldo ondeggia di nuovo nero e vivo e verso est diventa azzurro come nelle più belle giornate di primavera.
E io sono seduto nel mio studio ben riscaldato, leggo libri inutili, scrivo articoli inutili e faccio pensieri inutili. Qualcuno dovrà pur leggere alla fine tutte le cose che vengono scritte e pubblicate di anno in anno, e dato che non lo fà nessuno, lo faccio io, appunto, in parte per interesse e solidarietà verso i colleghi, in parte per pormi come schermo critico e come paraurti fra il pubblico e le valanghe di libri. Molti libri sono effettivamente belli e intelligenti e degni di essere letti. Ciononostante mi sembra a volte che la mia attività sia del tutto superflua e la mia volontà diretta a scopi assolutamente sbagliati.

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