"Per chi ama Hermann Hesse questo libro sarà di grande interesse. Hesse ha ora trentasette anni, molto tempo è passato dal Camenzind [ ... ].
"Quand′ebbi terminato di leggere questo libro, che parla del disfacimento di un matrimonio, lo sentii come il capitolo introduttivo di una grande opera."
CosÍ scriveva Kurt Tucholsky del nuovo romanzo di Hesse, Rosshalde, accennando in poche righe al significato che quest′opera riveste nella storia di Hesse, uomo e scrittore: Rosshalde è la sua ultima opera prima della guerra sulla problematica dell′artista, è l′opera in cui osa esprimere con chiara lucidità ció che in lui, in quegli anni, si faceva sentire solo come desiderio ancora oscuro o quantomeno respinto, vale a dire la necessità di un cambiamento radicale della propria vita privata.
Rosshalde nasce tra il 1912 e il 1913, gli anni immediatamente successivi al rientro di Hesse a Gaienhofen dal viaggio in Indonesia compiuto tra il settembre e il dicembre 1911 in compagnia dell′amico pittore Hans Sturzenegger. (continua)
introduzione di Enza Gini
Oscar Mondadori
Oscar narrativa 1990 pag. 173
ISBN 88-04-33088-0
In copertina: Silvestro Lega, Il pittore Tommasi che dipinge in giardino
(part.) 1885
Scritto da Hesse all′età di trentasette anni, Rosshalde è per molti versi un romanzo autobiografico, come del resto la maggioranza dei suoi scritti, da lui stesso definiti "biografie dell′anima".
Residenza dei Veraguth, Rosshalde è il luogo simbolico in cui si compie il fallimento di un matrimonio e il disfacimento di una compagine familiare. Attraverso la crisi in cui versa la sua vita privata, il protagonista del romanzo, Johann Veraguth, pittore di successo, avvia un processo di approfondimento interiore, e di riflessione critica ed estetica sul proprio modo di concepire l′opera d′arte e il ruolo di artista, libero da vincoli e da legami come quello matrimoniale, punto di riferimento di valori, di modelli di vita e di una solidità borghesi.
"Rosshalde è il romanzo - scrive Enza Gini nell′introduzione - in cui si profila la necessità dello sguardo nel caos, tappa obbligata per chi, come Hesse, intraprenda il cammino della vita interiore."
Dieci anni prima, quando Johann Veraguth l′aveva comperata, e vi era andato ad abitare, Rosshalde era una vecchia residenza in abbandono con i vialetti del giardino coperti d′erbacce, le panche invase dal muschio, i gradini fatiscenti e un parco ormai tanto inselvatichito da essere impenetrabile. Su quella proprietà di circa Otto iugeri non c′era altra costruzione oltre alla bella casa padronale, un po′ in rovina, alla stalla e a un piccolo padiglione a forma di tempio nel parco, il cui portale pendeva sghembo dai cardini nascosti e le cui pareti, un tempo tappezzate di seta azzurra, erano ricoperte di muffa e muschio.
Subito dopo l′acquisto il nuovo proprietario aveva fatto radere al suolo il tempietto pericolante e aveva fatto lasciare solo i dieci vecchi gradini di pietra che dalla soglia di quell′angolo d′amore conducevano alla riva del laghetto. Al posto del padiglione venne costruito lo studio di Veraguth dove per sette anni egli aveva dipinto e passato la maggior parte del tempo, pur abitando nella casa padronale, finchè i dissidi all′interno della famiglia crebbero al punto da costringerlo ad allontanare il figlio maggiore, mandandolo in collegio, ad affidare la casa padronale alla moglie e alla servitú e a far costruire per se due locali attigui allo studio, in cui da allora in poi era vissuto come uno scapolo. Era un vero peccato per la bella casa padronale; la signora Veraguth, con il piccolo Pierre di sette anni, utilizzava solo il piano superiore, riceveva volentieri visite ed ospiti, ma gli invitati non erano mai numerosi e cosí molte rimanevano sempre vuote.