Con il titolo L′arte dell′ozio è uscita tre anni fa una prima raccolta di brevi prose inedite di Hermann Hesse, non ancora compresa nell′edizione delle opere complete, neppure quindi nell′edizione delle opere di Hesse del 1970. Il volume fu rapidamente esaurito e da allora viene ristampato ogni anno. Esso ha fatto nascere un interesse sorprendentemente duraturo per le brevi prose di Hesse ancora inedite e ci ha indotto a pubblicare, quasi per intero (con questo ultimo volume), gli scritti d′appendice di Hermann Hesse che contengono osservazioni e ricordi. Seguirà ancora un volume con altri scritti d′appendice e con i lunghi frammenti narrativi che furono i primi abbozzi di Peter Camenzind, Sotto la ruota, Knulp ecc. Come nella raccolta L′arte dell′ozio, anche il materiale del presente volume è stato ordinato cronologicamente. Dalle riflessioni del 1899, che gli danno il titolo, fino alla breve retrospettiva Quarant′anni a Montagnola (1960), questo libro si presenta come una carrellata sulla vita di Hermann Hesse. Contiene più di quaranta articoli pubblicati in numerosi giornali e riviste, che finora non erano ancora stati raccolti in volume e più di venti scritti in raccolte diverse, a seconda delle tematiche, e che non erano ancora stati pubblicati nell′edizione delle opere di Hesse. (continua)
traduzione di Enza Gini
nota conclusiva di Volker Michels
Rizzoli
BUR, 1994, pag. 316
ISBN 88-17-15150-5
In copertina: foto di Hermann Hesse
Archivio Rizzoli
Piccole gioie è una raccolta di brevi prose di Hermann Resse, ordinate cronologicamente: dalle riflessioni del 1899, che danno il titolo al volume, fino a "Quarant′anni a Montagnola", scritto nel 1960, due anni prima della sua morte. Il libro si presenta come una carrellata sulla vita di Hermann Hesse, spirito sensibile ai problemi del tempo, pellegrino sulla via della crisi. Questi scritti, ricchi di motivi spesso quotidiani e poco appariscenti: riflessioni in giardino o al ristorante, reportage di viaggi in Italia, in India e a Sumatra, ragionamenti sulla pittura che tanto amava, descrizioni dense di simboli, di echi romantici e di toni moderni ci conducono in tutti i luoghi della sua vita. Le "Piccole gioie" nascono spontaneamente dall′esperienza o da un′opinione immediata, fissano accadimenti e immagini che sono comuni a tutti, e testimoniano la partecipazione alla vita dell′ultimo grande scrittore romantico, assiduo ammiratore di Novalis e di Eichendorff.
Al giorno d′oggi la maggior parte degli uomini vive in uno stato d′ottusità, senza gioia e senza amore. Gli spiriti eletti si sentono oppressi dal nostro modo di vivere in cui l′arte non ha più valore, e si allontanano dal quotidiano. Nelle opere d′arte e nella lettratura, dopo il breve periodo del realismo, si percepisce un senso costante di insoddisfazione, i cui sintomi più evidenti sono la nostalgia per il Rinascimento e per il Neoromanticismo. "Mancate di fede!" grida la Chiesa. "Vi manca l′arte!" grida Avenarius. Per parte mia penso che ci manchi la capacità di godere. Ciò che del Rinascimento ci affascina tanto, non è che l′anelito a una vita più elevata, la concezione della vita come una cosa allegra, come una festa. L′eccessivo valore che diamo ai minuti, la fretta, che sta alla base del nostro modo di vivere, è senza dubbio il peggior nemico del piacere. Sorridiamo nostalgicamente leggendo gli idilli dei viaggiatori sentimentali dei tempi passati. Per cosa non trovavano il tempo i nostri nonni? Leggendo l′egloga sull′ozio di Friederich Schlegel, non potei fare a meno di pensare: quanto avresti sospirato, se tu avessi dovuto fare il nostro lavoro!