I racconti contenuti in questa raccolta, tutti scritti intorno ai primi anni del Novecento, appartengono alla produzione giovanile di Hesse e sono accomunati dalla scelta dei temi e degli aspetti cosiddetti "minori" del vivere e della natura: un′attenzione e un gusto quasi crepuscolari che con tacita discrezione vogliono sottrarsi alle grida di meraviglia e alle esaltazioni estatiche, dirigendosi piuttosto verso sentimenti e particolari intimi, raccolti e delicati, che acquistano significato nella liricità di una prosa dolcemente evocativa. I protagonisti sono sempre giovani che si ribellano alle false e vuote imposizioni di una società borghese in cui non vogliono riconoscersi; ma la loro protesta, lungi dall′assumere toni plateali, si fa interiore, sommessa, anche quando sfocia nel gesto disperato del suicidio o nella solitudine voluta cui conduce l′abbandono del mondo "dei grandi", e nella ricerca raminga di una vita che possa garantire la soddisfazione degli aspetti più autentici e sinceri dell′individuo e la riconciliazione con la natura.
06/03/2007
Da: Dr01
LIBRO FANTASTICO
traduzioni di Francesca Ricci
e Mirella Ulivieri
Newton e Compton
TEN, 1998, pag. 96
ISBN 88-7983-086-4
In copertina: Vincent Van Gogh
Sottobosco con due figure
Serata molto fresca, umida, inospitale, precocemente buia. Ero sceso dalla montagna giù per uno stradellino ripido, in parte argilloso e incassato tra due pareti, e adesso mi trovavo, da solo, sulla riva del lago, tremando dal freddo. Da oltre i colli giungevano fumi di nebbia, la pioggia si era esaurita e, ormai cadevano soltanto poche gocce, deboli e scacciate dal vento.
Sulla spiaggia c′era una barca dalla chiglia piatta che, per metà, era stata tirata sulla ghiaia. Era in buone condizioni, pitturata di fresco, senza acqua sul fondo; i remi parevano nuovissimi. Accanto si trovava una capanna di tavole d′abete, aperta e vuota. Allo stipite della porta era appeso un vecchio corno d′ottone, legato con una catenella. Vi soffiai. Ne uscì un suono duro e stizzoso, che si diffuse pigramente.
Soffiai di nuovo, più a lungo e più forte. Poi mi sedetti sulla barca, in attesa che giungesse qualcuno.
Il lago era solo leggermente mosso. Onde piccolissime sbattevano contro le esili pareti della barca, producendo un debole sciacquio. Avevo un po′ freddo, e mi avvolsi nel mio ampio mantello, umido di pioggia; mi infilai le mani sotto le ascelle e mi misi ad osservare la superficie del lago.
In mezzo al lago spuntava un′isoletta che, a giudicare dall′aspetto, era solo uno scoglio imponente, nerastra sull′acqua plumbea. Vi avrei fatto costruire, se fosse stata mia, una torre a pianta quadrata, con poche stanze. Una camera da letto, un salotto, un soggiorno e una biblioteca.