Vai alla home page Vai alla sezione biografia Vai alla sezione opere Vai alla sezione link
La copertina dei romanzi Knulp e L'ultima estate di klingsor separatore

L′incipit dell′introduzione di
Maria Pia Crisanaz Palin:

Nei primi romanzi di Hesse, ancora in parte legati al mondo del naturalismo, ritroviamo gli echi della traumatica trasformazione che si stava svolgendo nella Germania guglielmina, quando la rapida industrializzazione e il conseguente urbanesimo avevano alterato il volto statico della provincia, amata e conosciuta dallo scrittore fin dall′infanzia. La prima idea di Knulp risale al 1902, quando, in una serie di abbozzi rimasti frammentari, Hesse voleva raffigurare appunto un quadro di vita provinciale artigiana. Le Storie di Quorm furono in seguito pubblicate nella Prosa postuma (1965), sia perché Hesse aveva visto nella figura del vagabondo Quorm un "precursore" di Knulp, sia perché - secondo l′affermazione dello scrittore stesso - l′ambiente descritto rappresentava la ricostruzione d′un "brano di vita popolare dell′artigianato e della borghesia artigianale", ancora viva ai tempi della giovinezza dello scrittore, e poi scomparsa.
La faticosa gestazione di Knulp, che venne scritto e pubblicato ben più tardi, nel 1915, si spiega a un′analisi critica col fatto che Hesse è riuscito a far confluire nel romanzo vari temi delle prime opere: la descrizione della provincia sveva e del mondo artigianale diventa lo sfondo su cui alla vita dei borghesi "sedentari" si contrappone la figura del "viandante" Knulp, affine sotto molti aspetti agli eroi di Hamsun o di Gor′kij, ma portatore d′un mondo ideale più complesso, "distruttore dei vecchi valori" e capace di ridestare nei borghesi la "nostalgia delle lontananze", come ha detto Claudio Magris in un bellissimo saggio. Ma se cerchiamo, oltre a questi temi, i motivi interni all′opera di Hesse che hanno portato al vagabondaggio di Kulp, troviamo in lui già il nucleo d′una problematica che proseguirà col Demian (1917) e in tutte le opere successive. (continua)

separatore

Per L′ultima estate di Klingsor si veda la
relativa pubblicazione dall′elenco principale.

separatore

Inserisci il tuo commento

separatore

non ci sono commenti

Hermann Hesse

Knulp
Klein e Wagner
L′ultima estate di Klingsor

traduzione di Ervino Pocar
introduzione di Maria Pia Crisanaz Palin

Oscar Mondadori
Oscar Scrittori del Novecento, 1994, pag. 217

ISBN 88-04-16617-7

separatore

Il risvolto di copertina:

In Knulp (1915) Hermann Hesse è riuscito a far confluire i vari temi delle sue prime opere: la descrizione della provincia sveva e del mondo artigianale diventa lo sfondo sul quale ai clichés della vita borghese si contrappone la figura del "viandante" Knulp, portatore di un mondo ideale più complesso, e capace - scrive Claudio Magris - di ridestare nei borghesi la "nostalgia delle lontananze". Immagini puramente letterarie, questi temi verranno affrontati in seguito, dopo l′incontro di Hesse con la psicanalisi, con sempre maggiore determinazione. In Klein e Wagner e L′ultima estate di Klingsor, del 1920 l′ininterrotto processo di autoanalisi porterà i personaggi all′accettazione del proprio posto nell′armonia dell′universo, luogo unico dove tutto ciò che esiste è bene.

separatore

L′incipit di Knulp:

Una volta, poco dopo il ′90, il nostro amico Knulp dovette stare alcune settimane all′ospedale, e quando ne fu dimesso era la metà di febbraio, con un tempaccio orribile, cosicché dopo pochi giorni di vita vagabonda si sentì di nuovo la febbre e dovette pensare a trovarsi un tetto. Gli amici non gli erano mai mancati, e si può dire che in quasi tutte le cittadine della regione avrebbe incontrato un′accoglienza cordiale. Ma su questo punto era singolarmente orgoglioso e, se accettava qualche cosa da un amico, questi poteva considerarsi onorato.
Questa volta si ricordò di Emilio Rothfuss, un conciapelli in alluda che abitava a Lächstetten e al cui portone, già chiuso, egli andò a bussare una sera di pioggia e di ponentino. Il conciapelli socchiuse le imposte al piano di sopra e gridò nella strada buia: "Chi è costì? Non potete aspettare finché faccia giorno?".
Udendo la voce del vecchio amico Knulp si sentì rianimare nonostante la stanchezza, e ricordò una strofetta che aveva creato anni prima quando era andato in giro per quattro settimane in compagnia di Emilio [...]

separatore

L′incipit di Klein e Wagner

Nel direttissimo, dopo le rapide vicende e le apprensioni della fuga e del passaggio di frontiera, dopo un turbine di tensioni e avvenimenti, di agitazioni e pericoli, ancora molto stupefatto che tutto fosse andato bene, Friedrich Klein ebbe un tracollo. Il treno viaggiava stranamente affannato - ora che non c′era più fretta - verso sud e trainava i pochi viaggiatori lungo laghi, montagne, cascate e altre meraviglie naturali, attraverso gallerie assordanti e su ponti dolcemente oscillanti, tutte cose estranee, belle e un poco assurde, immagini di libri di scuola e cartoline illustrate, paesaggi che si ricorda di aver visti una volta, eppure non interessano affatto. Questo era l′estero, era adesso il suo paese, il ritorno a casa gli era precluso. Il denaro era in regola, c′era, lo aveva con sé, tutti i biglietti da mille, e li teneva nella tasca della giacca.

separatore