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La copertina degli scritti autobiografici Il romanzo della mia vita separatore

Il risvolto di copertina:

Il motivo centrale che ha ispirato il romanzo e la poesia di Hesse è sempre da ricercare in un elemento autobiografico. Le pagine di diario raccolte in questo libro testimoniano direttamente lo sviluppo di un incessante lavoro interiore che nella narrativa trova solo la sua espressione più celebre e più conosciuta. L′autobiografia di Hesse e un romanzo nel romanzo, il romanzo della sua vita: è un esercizio di scrittura che riflette il gusto per i particolari, l′attenzione per le emozioni e le sensazioni più semplici e immediate. Attraverso lenti e minuziosi passaggi descrittivi il diario di Hesse illumina la proiezione di un desiderio, l′immagine di una nuova, diversa dimensione di vita, da corpo a un mondo privato che fornisce l′unico significato autentico al mondo di sempre.

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Hermann Hesse

Il romanzo
della mia vita

Scritti autobiografici

traduzione di Gianna Ruschena Accatino

Oscar Mondadori
Oscar Scrittori del Novecento, 1995, pag. 429

ISBN 88-04-40533-3

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L′incipit del brano
Infanzia dell′incantatore

Non solo da genitori e maestri io venni educato, ma anche da più alte, misteriose e segrete potenze, e fra esse ci fu pure il dio Pan che stava in un armadio a vetri di mio nonno nella figura di un piccolo idolo indiano danzante. Questa ed altre divinità si sono prese cura della mia infanzia, e, ben prima ch′io imparassi a leggere e a scrivere, mi hanno talmente riempito di antichissime immagini e pensieri d′Oriente, che in seguito ogni incontro coi saggi indiani e cinesi mi è parso un ritrovamento, un ritorno. Eppure sono europeo, nato perfino sotto il segno attivo del sagittario, ed ho praticato bravamente per tutta la vita le virtù occidentali dell′azione, della bramosia e dell′insaziabile curiosità. Per fortuna, come la maggior parte dei bambini, ho imparato già prima della scuola tutto ciò che per la vita è più prezioso ed indispensabile; ero stato ammaestrato dai meli, dalla pioggia e dal sole, dal fiume e dai boschi, dalle api e dagli scarabei; ero stato ammaestrato dal dio Pan, l′idolo danzante nella camera dei tesori del nonno. Ne sapevo abbastanza, del mondo, m′intrattenevo senza paura con gli animali e con le stelle, mi ritrovavo nei frutteti e nell′acqua coi pesci, e sapevo già cantare un buon numero di canzoni. Sapevo anche fare incantesimi, cosa che purtroppo disimparai presto e solo in età più avanzata dovetti di nuovo mettermi ad apprendere; e disponevo di tutta la favolosa saggezza dell′età infantile.
Poi vi si aggiunsero le materie scolastiche, che mi riuscirono facili e mi divertirono. La scuola era abbastanza assennata da non occuparsi di quelle preparazioni serie che sono indispensabili per la vita, bensi prevalentemente di giocondi e simpatici passatempi in cui trovavo spesso piacere; e mi impartì nozioni, che in parte mi sono rimaste fedeli per tutta la vita; così so ancora oggi molte belle e spiritose parole latine, e versi e proverbi, come anche il numero degli abitanti di parecchie città in tutte le parti del mondo; naturalmente non quelli di oggi, ma dell′epoca intorno al 1880.

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