Le lettere presentate in questo volume, scritte da Hesse tra il 1904 e il 1950, costituiscono parte dell′epistolario scelto di Hesse, Hermann Hesse - Ausgewählte Briefe, edito presso Suhrkamp nel 1959-1964 (dopo una prima e parziale edizione nel 1951) e largamente curato nella scelta del materiale dallo stesso Hesse e dalla sua terza moglie Ninon.
Questo epistolario comprende in realtà solo alcune centinaia tra le molte migliaia di lettere scritte da Hesse nel corso della sua lunga vita. E tuttavia quello che è comunemente considerato l′epistolario completo di Hesse, pubblicato in Germania in quattro volumi tra il 1973 e il 1986 (Gesammelte Briefe, Band I: 1895-1921 -1973-; Band II: 1922-1935 -1979-; Band III: 1936-1948 -1982-; Band IV: 1949-1962 -1986-) e che però non presenta molte delle lettere qui pubblicate, si è presto rivelato anch′esso parziale: in sede di presentazione nell′edizione tedesca dell′Epistolario scelto è fornito un dato approssimativo secondo il quale Hesse avrebbe scritto nella sua vita almeno 30.000 lettere, che, se integralmente ritrovate e raccolte, trasformerebbero l′eventuale vero e proprio epistolario completo hessiano in un′opera di mole e impegno assolutamente non comuni. (continua)
introduzione di Carlo Vittore
Oscar Mondadori
Oscar saggi, ottobre 1992, pag. 330
ISBN 88-04-36383-5
Durante la sua vita Hermann Hesse scrisse migliaia e migliaia di lettere: a poeti e scrittori, a uomini politici e di cultura, ad amici e conoscenti, ma anche in risposta a tanti suoi lettori che si rivolgevano a lui per ricevere una parola sui più profondi problemi dell′esistenza. Con i due volumi dal titolo "Il gioco della vita" è presentato al lettore italiano un estratto significativo di questo immenso materiale, un epistolario scelto che vuole ancora una volta rivelare la grandezza dello scrittore e, insieme, del pensatore. In questo primo volume sono raccolte le lettere dal 1904 al 1950: gli anni delle guerre, delle dittature e della faticosa ricostruzione, ma anche gli anni della più feconda produzione letteraria di Hesse. Attraverso la sua voce, le sue esperienze e la sua faticosa e spesso drammatica ricerca è così possibile ripercorrere tappe significative del nostro stesso sviluppo.
Mi sono spesso giunte richieste di fornire una prefazione a questo epistolario. Alcuni lettori volevano perfino un elenco dei nomi dei destinatari delle lettere, e anche una sorta di rendiconto su come si sia giunti alla scelta delle lettere da pubblicare.
Non so dire molto al proposito. Ho scritto molte migliaia di lettere, senza peraltro pensare a tenerne delle copie. Solo dopo che è iniziata la mia vita in comune con mia moglie, dal 1927 in poi, di quando in quando abbiamo conservato delle lettere il cui tema ci pareva caratteristico o nelle quali trovavamo ben formulato un problema di più generale interesse. Qualche volta mia moglie ricopiava per intero o in parte una lettera, qualche volta lo facevo io per farle piacere, accrescendo la sua collezione. Così a poco a poco è nata una raccolta di lettere molto più estesa rispetto a quella di questo libro. Quando fu sollevata più seriamente la questione di una pubblicazione di questo materiale, mia moglie ha rivisto da cima a fondo tutta la raccolta e mi ha letto le lettere che le parevano adatte a essere pubblicate, poi insieme abbiamo redatto i testi, naturalmente senza apporre alcun cambiamento, ma semplicemente operando alcuni tagli per ridurli all′essenziale. In quest'opera di cernita siamo stati guidati dallo sforzo di eliminare per quanto possibile ogni aspetto privato e di trovare la formulazione più rapida e precisa lá dove un tema compariva più volte.
Al barone Alexander von Bernus,
Stift Neuburg presso Heidelberg
Calw, 24 aprile 1904
Egregio signor barone!
La Sua lettera cortese e amichevole accompagnata da quei bei versi è stata per me una grande gioia. Per essa riceva il mio più sentito ringraziamento!
Di recente mi sono fermato per un giorno e mezzo a Ulm, città che amo molto. Poi, arrivato qui, vi ho trovato un clima da primavera avanzata e ho passato il tempo più in giardino che in casa. Avevo con me il Suo libro, che ora conosco bene. Sicuramente è la stupenda poesia a pagina 45 quella che preferisco. Oltre a essa, mi piacciono anche le poesie a pagina 16, 30, 42, 59 e altre ancora! Hanno sempre qualcosa di delicato e di prezioso nella forma, che mi affascina e mi incatena.
Per i temi sociali, che ogni tanto risuonano nella Sua opera, mi manca qualunque sensibilità, forse perché io stesso sono sempre stato un povero diavolo, e perciò conosco e apprezzo la poesia e l′umorismo che può esprimere chi non possiede nulla.
In effetti è solo ora che inizio a pavoneggiarmi e a diventare ricco, e ho anche fermamente deciso, poco tempo fa, di sposarmi questo autunno. Il mio progetto dovrebbe andare in porto se il "Camenzind", come l′editore comincia a sperare, vedrà la terza edizione.