Molteplici sorprese attendono il lettore che si accosti alla voluminosa e in gran parte inedita raccolta di scritti hessiani dedicati alla civiltà e ai paesaggi d′Italia. La prima scoperta sta proprio nell′assiduità emotiva, culturale e artistica che in essa è documentata attraverso una così ampia e differenziata gamma di testimonianze letterarie. Troviamo innanzitutto, a inscrivere in un preciso quadro autobiografico l′esperienza poetica del Sud, l′immediatezza degli appunti e dei taccuini che Hesse ha redatto in occasione dei suoi due primi e più significativi viaggi in Italia, nelle primavere del 1901 e del 1903. L′acribìa di queste pagine, l′abitudine stessa all′annotazione quotidiana sembrano ricondurci alla tradizione dei meticolosi diari pietisti, che ha segnato indelebilmente la formazione di Hesse all′interno di una cerchia familiare in cui anche l′esercizio di una puntuale trascrizione e meditazione delle proprie vicende, esteriori e interiori, faceva parte parte delle consuetudini e dei doveri di una vita dedita alla fede. (continua)
diari, poesie, saggi e racconti
traduzione di Eva Banchelli, Enrico Ganni e Francesco Saba Sardi
introduzione di Eva Banchelli
Oscar Mondadori
Oscar saggi, ottobre 1990, pag. 459
ISBN 88-04-34100-9
... conosco decine e decine di città,
cittadine e borghi italiani,
e col passare del tempo è nato in me
quell′amore per l′Italia che non cerca
e non corre più e si accontenta
invece di volta in volta
della serenità del nuovo incontro.
Alla nostalgia per il meridione del mondo Hesse ha riconosciuto nei suoi scritti autobiografici un ruolo fondamentale nel proprio percorso umano e artistico. Nel Sud hessiano l′Italia occupa, accanto e in perfetta sintonia con l′Oriente, uno spazio centrale, con le sue promesse di una natura ancora intatta ma capace di offrire tutte le seduzioni intellettuali della più raffinata civiltà. Alla ricerca di un′emancipazione dal rigore dell′educazione protestante, intento all′affermazione della propria vocazione artistica, Hesse avrebbe trovato nei suoi itinerari italiani un′occasione insostituibile per riconciliare cultura e spontaneità e per portare alla luce e sperimentare i propri mezzi espressivi.
Questa antologia, ricca di materiali autobiografici inediti, di prose narrative e saggistiche, di liriche disperse nella vastissima produzione dello scrittore svevo, consente di ripercorrere anche nei suoi esiti meno noti e minori le tappe della sua lunga assiduità emotiva e poetica con i paesaggi e con la gente, con l′arte e con la letteratura di un′Italia attraversata con la scanzonata reverenza di un viaggiatore solitario e romanticamente perdigiorno.
Hesse insegue nei vicoli e lungo i sentieri italiani le tracce di una spiritualità antichissima che possiede ancora ai suoi occhi la forza di imporsi come ideale propositivo di fronte alla crisi della civiltà contemporanea.
Dal mio primo viaggio in Italia, nella primavera del 1901, terra e gente, storia e cultura della Toscana non hanno smesso di occupare il mio interesse fino a diventarmi familiari e a Venezia, poi, ho finito per sentirmi davvero di casa. Eppure nulla ho dimenticato delle impressioni di quella prima visita, così che di proposito ho lasciato inalterate le annotazioni che qui seguiranno e che risalgono ad allora. L′ingresso sul suolo italiano, per anni agognato, mi procurò infatti a suo tempo un senso di gioia così intenso come non l′avevo mai conosciuto e come forse non mi accadrà mai più di provare.
Che il mio modo di viaggiare, di vedere e di sentire fosse indipendente da mode e da manuali di viaggio sarà facile da scoprire. Chi del viaggio vuole fare un′esperienza reale, chi vuole davvero ricavarne una gioia e un arricchimento interiore, non si lascerà guastare dai cosiddetti metodi "pratici" il misterioso e sommo piacere del vedere e del conoscere per la prima volta. Chi giunge con gli occhi sgranati in un paese straniero, fino ad allora conosciuto solo attraverso libri e illustrazioni, ma amato da anni, a costui ogni giorno saranno riservati tesori e gioie inattese, e quasi sempre, nel ricordo, tutto quello che si sarà vissuto in questo modo ingenuo e improvvisato si ricorderà molto di più di ciò che è stato frutto di una metodica preparazione.