Il paesaggio offerto dalle opere di Hesse qui raccolte è talmente vario da potere certamente costituire un ampio spettro di tutti i temi cari allo scrittore, mentre l′intensità e la profondità delle intuizioni che pervadono queste sue pagine anticipano già l′impeto creativo del periodo più maturo. In anni successivi nei suoi diari Hesse avrebbe notato come "chi si occupi dell′opera completa della mia vita: della prosa, della poesia e della pittura, noterà subito che sempre mi sono pronunciato sui fatti di attualità, sulle occasioni e mai mi ha abbandonato il pensiero dell′inferno che arde sotto i nostri piedi..."; è un′attualità, quella cui accenna Hesse, che rappresenta in fondo il senso intimo dell′esperienza vissuta, la traduzione della vita nella pagina scritta, e che individua il significato umano dell′esperienza del piacere e del dolore. (continua)
traduzioni di:
Patrizia Collesi
Brunamaria Dal Lago Veneri
Francesca Ricci
Mirella Ulivieri
introduzione di Mirella Ulivieri
Newton e Compton
TEN, 1996, pag. 96
ISBN 88-7983-113-5
In copertina: Gustav Klimt
Adam and Eve, 1917-1918
Dall′amore del tempo della giovinezza, vissuto con intensità e come iniziazione e passaggio al mondo adulto, a quello più maturo ed equilibrato, fino a quel sentimento diffuso, spersonalizzato, esteso al mondo intero, universale: questo il percorso seguito dai racconti, dalle poesie e dai vari scritti in prosa raccolti in questa antologia. A Hesse non interessa tanto la "storia d′amore", la dinamica effettiva, reale, tangibile del rapporto uomo-donna, quanto il senso tutto interiore di un sentimento che assume un valore fondamentale nella ricerca esistenziale di ogni uomo. In tal senso l′amore, per Hesse, si disinteressa della corresponsione e si pone piuttosto come assenza di possesso, come "amore per amore", che si nutre di se stesso e non si cristallizza su un singolo oggetto. Un amore "libero", indifferenziato, assolutamente ideale, uno stato di grazia generale che dà gioia allo spirito senza incatenarlo alla realtà. Le donne di Hesse, significativamente, non possiedono mai una loro specifica identità, ma sono semplici strumenti che innescano meccanismi di cui non fanno parte.
Il signor Thomas Höpfner, mio amico, è senza dubbio, tra tutte le persone di mia conoscenza, colui che ha maggiore esperienza dell′amore. Perlomeno ha avuto molte donne, conosce le arti del corteggiamento per la lunga pratica che ne ha fatto e può gloriarsi di moltissime conquiste. Quando me le racconta mi sembra di essere uno scolaretto. A dire il vero qualche volta nel mio intimo più segreto penso che egli stesso non capisca la vera essenza dell′amore molto più di uno di noi. Non credo che gli sia capitato spesso nella vita di aver vegliato e penato per notti a fianco di una donna amata. Ne ha comunque raramente avuto il bisogno, e glielo voglio concedere in quanto, a causa dei suoi successi, non è un uomo felice. Lo vedo invece non di rado confuso per uno stato di leggera malinconia, e la sua condotta nel complesso ha un qualcosa come di calma rassegnata, mite, che non sempre sembra appagamento.
Be′, queste sono solo congetture, e forse illusioni, Con la psicologia si possono scrivere libri, ma non penetrare nel cuore dell′uomo, e per giunta io non sono uno psicologo. Pur sempre mi sembra che a volte il mio amico Thomas sia soltanto un virtuoso nel gioco dell′amore, perché a lui dell′amore, che non è più un gioco, manca qualcosa, e che egli sia malinconico proprio perché percepisce dentro di sé quella mancanza e se ne cruccia. Pure congetture, forse illusioni. Ciò che mi ha raccontato di recente della signora Förster mi è sembrato strano, anche se non si trattava di una vera e propria esperienza o di un′avventura, ma soltanto di uno stato d′animo, di un aneddoto lirico.