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La copertina del romanzo Amicizia separatore

Il risvolto di copertina.

In questo romanzo trova corpo uno dei temi più cari a Hesse: quello della crisi del giovane nel delicato passaggio all′età adulta e della sofferta ricerca di una propria identità. L′attenzione di Hesse nei confronti dell′universo giovanile sarà infatti uno dei nuclei fondamentali della sua opera, accompagnata da una sensibilità particolarissima, che all′avvento di una civiltà sempre meno attenta alle intime esigenze dell′uomo oppone i turbamenti e i percorsi spirituali di coscienze in cerca del senso profondo dell′esistenza. Il distacco dall′infanzia e il travaglio della crescita disorientano anche i due protagonisti di questo romanzo che, nella ribellione al falso conformismo della società borghese, scelgono due diverse strade: uno, attratto dalla vita artistica e speculativa, cerca in un rigore esistenziale quasi ascetico una dimensione superiore che costantemente gli sfugge; mentre l′altro, più fragile e passionale, dopo un periodo di confusione e dissolutezza, finirà con l′inserirsi nel mondo borghese. Al centro, è comunque l′intima necessità di conservare o conquistare il senso vero di un′amicizia.

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Hermann Hesse

AMICIZIA

traduzione di Mirella Ulivieri

Newton e Compton
T.E.N., 1990, pag. 92

ISBN 88-7983-041-4

In copertina: August Macke
Dama in giacca verde, 1913

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L′incipit del romanzo:

La bassa sala dell′osteria era piena di fumo, di odor di birra, di polvere e frastuono. Un paio di matricole si scambiavano colpi di spada e tracciavano mulinelli nel fumo denso del tabacco, un ubriaco stava seduto sul pavimento e biascicava una canzone insensata, all′estremità del tavolo alcuni studenti più anziani giocavano a dadi.
Hans Calwer fece un cenno al suo amico Erwin Mühletal e si avviò alla porta.
"Ehi, già via?", gridò uno dei giocatori.
Hans si limitò ad annuire e se ne andò, seguito da Mühletal. Scesero la scala di legno vecchia e ripida e lasciarono l′edificio che già stava diventando silenzioso. Li accolse, sull′ampia e vuota piazza del mercato, l′aria fredda della notte invernale e la luce azzurra delle stelle. Con un respiro di sollievo, e aprendo il cappotto che si era appena abbottonato, Hans prese la via di casa. Il suo amico lo seguì per un tratto in silenzio, accompagnava Calwer a casa quasi ogni sera. Ma alla seconda strada si fermò. "Bene", disse, "buonanotte. Vado a letto."
"Buonanotte", disse Hans brevemente, e proseguì per la sua strada. Ma dopo pochi passi tornò indietro e chiamò l′amico.
"Erwin!"
"Sì?"
"Faccio un pezzo di strada con te."
"D′accordo. Però vado a letto, son già mezzo addormentato."
Hans tornò indietro e prese Erwin a braccetto. Ma non lo condusse a casa, bensì giù al fiume, passando per il ponte e il lungo viale di platani, ed Erwin lo seguì senza protestare. "Allora, cosa c′è?" chiese infine. "Sono veramente stanco."

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